giovedì 13 novembre 2014

“VIVERE SOLARE” NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO E' POSSIBILE?


Casa solare per l'apprendimento è un cantiere scuola per la costruzione di un edificio pilota, che combina moderni principi di sfruttamento dell'energia solare con forme, materiali ed elementi poveri dell'architettura locale tradizionale.

A distanza di anni e nonostante il progetto sia già stato presentato sul nostro sito, in corsi, conferenze e seminari, siamo convinti che possa ancora essere utile, non solo come ricerca ma soprattutto a livello applicativo. Se si considera che la crisi costringe a un certo ingegno, può essere di ispirazione capire ciò che è stato fatto in luoghi molto più poveri e con pochi mezzi a disposizione. Per questo motivo abbiamo deciso di sezionare il nostro progetto per un edificio solare in Perù e presentare nel dettaglio tutti gli accorgimenti (tecnologie appropriate) che lo compongono e lo rendono speciale.
Qui di seguito una prima descrizione di inquadramento, cui seguiranno una serie di post specifici.
 


A 3800 m slm nel cuore delle Ande Peruviane, laddove la terra (Pacha Mama) è la madre di tutto, la montagna è ciò che più avvicina a dio e le popolazioni vivono consapevoli che la loro esistenza è legata strettamente a distese interminabili di montagne e di sole cocente, le condizioni di vita sono estreme. Le case non hanno acqua potabile, né bagni, né riscaldamento, sebbene ce ne sia estremo bisogno a causa delle condizioni climatiche che vedono stagioni molto rigide e forti sbalzi di temperatura quotidiani. Ma il sole è un bene gratuito che, se sfruttato, può permettere un notevole miglioramento delle condizioni di vita e di igiene all'interno delle abitazioni e aprire nuovi canali di sviluppo economico per la popolazione.

Alcuni anni fa siamo stati tra gli ideatori e promotori di un intervento pilota in una località sperduta sulla cordigliera sudamericana. Dopo 8 ore di autobus da Cuzco, su strada prevalentemente sterrata, si raggiunge Livitaca.

Dapprima era una idea nata da una chiacchierata con amici, poi l'idea è diventata un progetto articolato che ha visto il coinvolgimento di enti e volontari italiani (soprattutto di Ingegneria Senza Frontiere Pisa) assieme a cittadini di Livitaca. Tutti insieme impegnati nella costruzione di un edificio “solare”, che permetterà di vedere applicate le tecnologie di sfruttamento dell’energia gratuita del sole per riscaldare gli ambienti e l’acqua, coltivare ortaggi, cucinare, produrre energia elettrica. Tutte cose apparentemente banali, dato che siamo abituati ad avere una serie di comodità in casa alle quali non facciamo nemmeno più attenzione, ma che in un distretto dei più critici, situato in una regione già deficitaria rispetto al resto del Perù, continuano ad essere rare.
 

Inti Yatrai Wasi (in quechua Casa Solare per l'Apprendimento) è un cantiere scuola per la costruzione di un piccolo edificio pilota, che combina moderni principi di sfruttamento dell'energia solare con forme, materiali ed elementi poveri dell'architettura locale tradizionale, integrandosi con il contesto.
Muratura in mattoni di terra cruda, isolamento in paglia, struttura del tetto in legno, riscaldamento con un letto di pietre sono gli elementi su cui si basa il progetto. Materiali naturali locali e rinnovabili o di seconda vita, lavorati a mano; metodi costruttivi non meccanizzati; sistemi passivi di riscaldamento, rendono l'edificio innovativo.
 

L'edificio a consumo zero, ottenuto applicando i contemporanei criteri di bioclimatica e basso impatto ambientale, nella sua semplicità è stato interamente realizzato con la modalità dell'autocostruzione attraverso la partecipazione attiva della popolazione (retribuita), di alcune associazioni non lucrative e dei cooperanti italiani (volontari non retribuiti).
Ciò che è stato realizzato è in uso alla comunità, non è un museo di se stesso, ma un luogo di incontro, scambio e conoscenza. Una esperienza ripetibile anche nelle comunità vicine appartenenti allo stesso distretto, affinché anche i più poveri siano in grado di sfruttare al meglio una risorsa preziosa, ma in fin dei conti facilmente accessibile e soprattutto gratuita: il sole, che regala la possibilità a queste popolazioni di agire liberamente nel rispetto del proprio ambiente e delle tradizioni.

Giulia Bertolucci architetto

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