giovedì 25 gennaio 2018

RICONOSCERE I MARCHI FSC e PEFC PER I DERIVATI DEL LEGNO


Cosa hanno in comune il legname da costruzione e le pagine di un blocco notes? Beh, a livelli diversi, sono entrambi derivati dalla lavorazione degli alberi. E come si può sapere se rispettano l'ambiente? Come si può essere certi che non provengono da disboscamento selvaggio?
Qui ci vengono in aiuto le marcature FSC e PEFC. In questo post ti spiego di cosa si tratta.

marchio legno PEFC by StudioAxS

Sono etichette ecologiche volontarie di tipo 1 che attestano la sostenibilità dei prodotti in legno e suoi derivati in base alla norma UNI EN ISO 14024:2001 e che forniscono informazioni utili riguardo al ciclo di vita.

Ti chiederai: ma i prodotti a base di legno e suoi derivati non sono per definizione già sostenibili dato che hanno provenienza naturale? Beh diciamo che la sostenibilità ambientale di un prodotto in legno non è scontata e gli elementi per la sua valutazione sono tutt'altro che immediati. Per questo esistono le etichette ecologiche FSC e PEFC.

Infografica FSC by StudioAxS

FSC 

Il marchio FSC è l'etichetta specifica per i prodotti di legno o derivati del legno che ne garantisce la provenienza da fonti responsabili gestite secondo rigorosi standard e la qualità della catena di custodia. Questo tipo di marchio è stato istituito dal Forest Stewardship Council (da cui la sigla FSC), organizzazione fondata in Canada nel 1993 finalizzata a stabilire le regole per una gestione forestale rispettosa dal punto di vista ambientale, benefica a livello sociale ed economicamente efficace.

Il Forest Stewardship Council comprende consorzi, proprietari forestali, associazioni, comunità locali, industrie di lavorazione, istituzioni accademiche, ricercatori e tecnici del legno.

Il sistema di certificazione si basa su 10 principi supportati da 65 criteri di riferimento. Questi sono validi in tutto il mondo per diverse aree forestali ed ecosistemi, così come per diversi ambiti culturali, politici e legali. Ad oggi milioni di ettari di foresta nel mondo sono certificati secondo uno schema che prevede ispezioni a cadenza annuale.

In Italia e in molti altri paesi, esistono gruppi di lavoro nazionali per lo sviluppo di Standard Nazionali FSC, contenenti indicatori più appropriati dal punto di vista locale per ciascuno dei criteri di valutazione.

FSC rilascia tre tipi di certificazioni:
  • Gestione Forestale (Forest Management, FM),
  • Catena di Custodia (Chain of Custody, CoC)
  • Legno Controllato (Controlled Wood, CW).
La sola certificazione della gestione forestale non consente di vendere il legno o altri prodotti del bosco come certificati, né apporre l'etichetta con il marchio FSC. Per fare ciò è necessaria anche la certificazione della catena di custodia.

La valutazione (costantemente aggiornata) riguarda tutti i passaggi della gestione forestale sostenibile: dalla pianificazione, selezione, impianto, gestione delle potature e dei diradamenti, fino al taglio e distribuzione del materiale ottenuto. Tutto questo affinché sia assicurato il rispetto delle leggi e dei diritti di lavoratori e comunità locali, sia garantito lo sviluppo economico locale, la salvaguardia dei boschi consentendo il rinnovo naturale del bosco stesso, sia permessa la tutela ambientale e il mantenimento delle biodiversità e degli ecosistemi.

L'etichetta FSC permette così di avere la garanzia che il materiale (dal bosco alla catena di rifornimento di prodotti di legno e carta) proviene da foreste gestite in modo sostenibile e assicura la bontà delle aziende di trasformazione attraverso la certificazione della catena di custodia permettendo anche la tracciabilità dei vari passaggi.

Esistono tre tipi di etichette valide in tutto il mondo che distinguono i prodotti in tre categorie in base alla percentuale di legno contenuto:
  1. FSC 100% “ contiene solamente materiale proveniente da foreste certificate;
  2. FSC MISTO” contiene una combinazione di materiali certificati almeno per il 70%, oppure contiene legno controllato o anche materiali riciclati post consumo;
  3. FSC RICICLATO” contiene solo materiali riciclati di cui almeno l'85% post consumo (quindi non più utilizzabili).

Infografica PEFC by StudioAxS

PEFC 

Il marchio PEFC è un'etichetta simile ed equivalente alla precedente. Si riferisce agli stessi principi base ed è relativa alla gestione sostenibile delle foreste e alla qualità della catena di custodia. Anche in questo caso l'obiettivo è la gestione ecologica dei boschi con il contemporaneo conseguimento di benefici sociali ed economici. Come la precedente, anche la marcatura PEFC permette la rintracciabilità dei prodotti legnosi commercializzati e trasformati che provengono da boschi controllati.

Di fatto il PEFC – Programme for Endorsement of Forest Certification schemes, cioè il Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale fondato in Europa nel 1999 - si pone come alternativa al sistema FSC soprattutto per quello che riguarda le proprietà forestali di piccole dimensioni.

I principi alla base della gestione forestale PEFC sono: conservazione della foresta, mantenimento della funzione protettiva della foresta nei confronti dello stato dell'ambiente e tutela della biodiversità, garanzia del rispetto dei diritti sociali di dipendenti e comunità locali.
Per questo tipo di etichetta esistono due diverse certificazioni per i prodotti in legno o derivati del legno:
  1. Certificato PEFC” relativo ad un prodotto realizzato per almeno un 70% con materia prima da foreste gestite in maniera sostenibile e da fonti controllate;
  2. Riciclato PEFC” relativo ad un prodotto realizzato con materia almeno per un 70% riciclata e da fonti controllate. 
materiale proveniente da foreste certificate by StudioAxS


Come si può essere certi che un marchio apposto su un prodotto non è contraffatto?

L'etichetta o il certificato sono sempre accompagnati da codici alfanumerici che possono essere verificati attraverso i siti web dei due sistemi - questi i link alle pagine giuste per la verifica: FSC  ; PEFC in Italia  ; PEFC nel mondo . Esistono infatti pagine di ricerca specifiche che permettono di verificare, attraverso l'inserimento del codice alfanumerico, l'autorizzazione all'uso del logo e l'effettivo rilascio del certificato e della marcatura.

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Giulia Bertolucci architetto

Giulia Bertolucci
architetto,
molto attiva in ambito associativo e nel proprio ordine professionale, da sempre interessata alla bioarchitettura si occupa di biocompatibilità e sostenibilità ambientale degli interventi edilizi, risparmio energetico e qualità dei materiali dell'architettura.

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giovedì 11 gennaio 2018

ISOLAMENTO CON FIBRA DI LEGNO - LE VERITA' NASCOSTE

Quando si vuole realizzare una casa ecologica, sia che si tratti di una nuova costruzione o di una riqualificazione energetica, molte sono le scelte da fare. Nel caso dell'isolante termico si è portati a pensare che la fibra di legno sia il migliore perché 'naturale'. 
In questo post ti mostro le informazioni che non sempre emergono dalle schede tecniche dei prodotti isolanti termici in fibra di legno. 

fibra di legno isolamento termico
Cos'è la fibra di legno?
La fibra di legno è un materiale da anni utilizzato in edilizia, ottenuto dagli scarti del legno di qualsiasi specie, provenienti da sfoltimento o da tagli di segheria non trattati, che vengono finemente macinati, bolliti e poi essiccati ad una temperatura di 350°C. In questo modo le fibre vengono 'infeltrite', mescolate e pressate per ottenere dei pannelli isolanti in cui resta ben visibile l'intreccio delle fibre stesse. Il procedimento di produzione non deve utilizzare nessun legante contenente formaldeide o isocianati, ma sfruttare le proprietà di autoincollaggio della materia prima, e deve rispettare le norme EN 13171 ed EN 13986, oltre che la EN 13501-1 relativa alla classificazione di reazione al fuoco. E' necessario inoltre che i prodotti in fibra di legno abbiano la certificazione FSC.

Uso e caratteristiche

Il materiale è utilizzato come isolante termico e acustico e risulta molto versatile poiché può essere impiegato, a seconda della densità, sia per l'isolamento a cappotto delle pareti esterne, sia per l'isolamento dei tetti, ma anche per l'isolamento di partizioni interne e di solai.
La fibra di legno è commercializzata in pannelli in vari formati, caratterizzati da diversi spessori e densità. I pannelli possono avere profilo regolare o 'battentato', cioè predisposto per le giunzioni, in modo da eliminare anche le fessure tra un pannello e l'altro, che potrebbero determinare ponti termici.

Nonostante i vari formati, spessori e densità che si trovano in commercio, il materiale risulta sempre molto maneggevole e di facile lavorabilità con semplici attrezzi manuali.
In generale è sempre necessario proteggere i prodotti in fibra di legno dall’umidità prima della posa, durante la fase di stoccaggio in cantiere, e una volta messi in opera è necessario proteggerli con strati continui di finitura. Da notare che i pannelli isolanti, solitamente quelli più compatti, hanno una faccia con finitura idrorepellente.


fibra di legno isolamento

Quali sono i pregi e i difetti?
Ora ti parlo delle caratteristiche tecniche che non si possono definire univocamente buone o cattive.

Prestazione termica invernale ed estiva: 

In base alla densità varia il peso e anche la prestazione di conduttività termica (lambda).

1) In linea generale con una densità di circa 160 Kg/mc si ha una conduttività termica di 0,039 W/mK e i pannelli sono molto resistenti alla compressione.

2) In caso di densità superiore, oltre 250 Kg/mc, la prestazione termica peggiora passando ad un lambda di 0,048 W/mK, ma il materiale raggiunge buone capacità di smorzamento e sfasamento dell’onda di calore estiva.

3) Mentre in caso di densità inferiore, ad esempio circa 50 Kg/mc, la conduttività termica migliora (minore di 0,038 W/mK), ma i pannelli non sono più resistenti alla compressione, sono molto flessibili e quindi idonei solo per isolamento di controsoffitti, pareti interne (anche curve) e spazi intermedi tra le strutture, si riduce inoltre il loro contributo allo sfasamento e smorzamento dell'onda termica.

Prestazioni di comfort indoor:

Ulteriori due caratteristiche che rendono la fibra di legno ottimale per garantire elevati standard di comfort indoor sono: igroscopicità e traspirabilità. La prima rende il materiale un ottimo regolatore naturale del tasso di umidità, mentre la seconda è molto elevata e, in base alla densità, varia tra 1 e 5 permettendo di svolgere al meglio il ruolo di terza pelle dell'involucro.

La consistenza fibrosa inoltre conferisce a questo materiale anche buone capacità di assorbimento sonoro.

fibra di legno dettagli cantiere


Smaltimento e/o riciclo:

Per quanto riguarda il recupero del materiale, in caso di scarti di cantiere o di demolizioni a fine ciclo di vita si può dire che la fibra di legno può essere recuperata e a sua volta riciclata, con vari livelli di recupero possibile, a seconda che i pannelli isolanti siano posati a secco o risultino incollati e intonacati.

C'è da dire però che si possono trovare in commercio pannelli isolanti di materiale misto, cioè in cui la fibra di legno è accoppiata con prodotti di diversa origine (ad esempio polistirene o poliuretano), con un ciclo di vita diverso e uno smaltimento diverso. In questi casi decade il pregio di essere un materiale rispettoso dell'ambiente e dell'uomo perché non più completamente naturale, eco-compatibile e interamente riciclabile, non composto da sostanze nocive.

Esiste poi un altro tipo di pannelli ottenuti sempre dalla lavorazione degli scarti del legno, si tratta del legno mineralizzato che ha delle inferiori caratteristiche di prestazione termica, ma con un lambda di 0,07 W/mK si può comunque considerare un isolante termico , seppure modesto. In questo caso, anche se risulta un materiale virtuoso perché ottenuto da processi di riciclo, credo sia opportuno tenere in considerazione che la mineralizzazione è una sorta di processo di fossilizzazione con cui il legno triturato viene mescolato con polveri minerali e aggregato con cemento. I pannelli isolanti così ottenuti sono certamente resistenti alla compressione e imputrescibili, sono considerati quasi incombustibili e ben si prestano per realizzare interventi con buon comportamento acustico grazie alla scabrosità della superficie, ma non possono essere recuperati poiché il processo di mineralizzazione non è reversibile e anche l'ulteriore riuso è ridotto al solo essere materiale di alleggerimento per calcestruzzi.

Di seguito quello che non sempre emerge dalle schede tecniche dei pannelli isolanti in fibra di legno.
Sulla base di parametri stabiliti in Studio AxS, che sono stati affinati negli anni grazie all'esperienza sul campo e allo studio della banca dati dell'Università di Bath ho elaborato una valutazione energetica e ambientale.

fibra di legno sintesi valutazione energetico ambientale

Da questa sintesi si capisce che non è tutto oro quello che luccica e che i pareri possono essere controversi, perché la fibra di legno è energivora. Nonostante sia vero che i materiali isolanti termici fanno risparmiare energia durante il loro ciclo di utilizzo e in questo modo ripagano l'impatto ambientale iniziale, dall'analisi dell'LCA risulta che la fibra di legno ha una quantità di energia grigia e di carbonio (CO2) incorporati più alta di ogni altro prodotto, anche derivato petrolchimico.

In ogni caso non si deve mai dimenticare che i materiali edili entrano in stretta relazione con le persone che vivono negli edifici per cui il solo parametro energetico e la valutazione LCA (Life Cycle Assessment) non garantiscono la bontà nei confronti della salute umana. Quindi ogni soluzione dovrà essere scelta mettendo sul piatto della bilancia sia l'ambiente, sia le prestazioni raggiunte in termini di risparmio energetico, sia la salute dell'uomo. Per questo in Studio Axs abbiamo elaborato una serie di valutazioni che ci permettono ogni volta di ottimizzare le scelte. La tabella sopra è una porzione sintetica delle nostre valutazioni.


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Giulia Bertolucci architetto


 
Giulia Bertolucci
architetto,
molto attiva in ambito associativo e nel proprio ordine professionale, da sempre interessata alla bioarchitettura si occupa di biocompatibilità e sostenibilità ambientale degli interventi edilizi, risparmio energetico e qualità dei materiali dell'architettura.


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