giovedì 10 novembre 2016

ELIMINARE I PROBLEMI DI MUFFA

Si può morire a causa della muffa? Anni fa è arrivata anche in Italia la notizia di due vip morti nella loro casa a Beverly Hills a distanza di pochi mesi uno dall'altra. Quelle che potevano apparire come morti sospette, dovute ad eccesso di farmaci o di droghe, in realtà si sono rivelate causate da una muffa (probabilmente quella che negli Stati Uniti è nota come muffa killer o muffa nera tossica) che aveva causato problemi polmonari fino a divenire letale.


Img credits: 123RF Immagini Royalty Free

Inizio col dire che in generale c'è già la consapevolezza che gli edifici sono responsabili di un notevole consumo di energia e risorse, con una conseguente produzione di rifiuti ed emissioni inquinanti in atmosfera. Forse quello che è meno comune è la consapevolezza che gli edifici influiscono sulle condizioni di salute e benessere delle persone che vi si trovano all'interno, questione ancor più importante se si considera che trascorriamo oltre il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi (casa, lavoro, scuola, svago) e solo il 6-8% all'aperto (Fonte:OMS).

Ho già parlato in “3 elementi chiave per una casa sana” e in “I rischi nascosti dei pavimenti”di quelle che sono le cause di inquinamento indoor e sopratutto ho parlato dei composti organici volatili. Ma per quello che riguarda la qualità dell'aria interna, oltre ai VOC, ci sono altre sostanze considerate inquinanti indoor, si tratta delle fibre, del radon e delle muffe. Oggi voglio parlare proprio di queste ultime.

Le muffe, così come i funghi, gli acari e i batteri, proliferano se c'è un livello elevato di umidità negli ambienti interni. Quindi per prevenire la crescita di questi organismi l'obiettivo è controllare l'umidità interna, cioè:
  • prevenire e controllare l'umidità di risalita
  • mantenere l'umidità dell'aria al di sotto del 60%
  • controllare i fenomeni di condensa superficiale e interstiziale
  • curare attentamente la ventilazione dei locali.
Andiamo per gradi:

La quantità di umidità che si trova all'interno degli ambienti dipende dal vapore acqueo che producono le attività che vi si svolgono all'interno. Ricordando che ognuno di noi produce fino a 1 litro e mezzo di vapore acqueo al giorno, ma se facciamo la doccia ne produciamo un litro in più, e se facciamo il bucato ed usiamo l'asciuga biancheria si può arrivare a produrre fino a 3 litri e mezzo di vapore acqueo, allora è chiaro perché in un'abitazione ci sarà più umidità in cucina o bagno piuttosto che in soggiorno. Inoltre da qui si capisce anche che l'umidità nei vari ambienti non è mai costante perché il contenuto di vapore acqueo nell'aria interna cambia in base all'utilizzo degli ambienti stessi, cioè in base alle attività che vi si svolgono, al numero di persone presenti ecc. Se l'umidità supera il 50-60% allora si deve prevedere la possibilità di smaltire l'eccesso.


Img credits: Stefania Verona

Come si smaltisce l'eccesso di umidità dell'aria interna?

Molti parlano della traspirazione delle pareti come la soluzione ideale, ma non dicono mai che di fatto questa possibilità è molto ridotta e soprattutto dipende dai materiali che vengono scelti per costruire e rifinire gli edifici. I materiali hanno differente permeabilità al vapore acqueo e anche un diverso comportamento per ciò che riguarda la igroscopicità (quello che viene definito effetto spugna) cioè la capacità di assorbire un eccesso di umidità ambiente per poi restituirlo nel momento in cui i livelli sono rientrati nella norma. Esempio: volendo sfruttare questa proprietà gli intonaci di calce o di argilla sono ottimi, per niente consigliabili invece le finiture a cemento.
La traspirabilità e igroscopicità dei materiali è spesso sottovalutata. Oggi si prendono a riferimento di qualità le prestazioni indicate dalle norme per quello che riguarda il risparmio energetico, ma la composizione di una parete, anche la migliore per tenuta termica, può favorire il proliferare delle muffe.

Il modo migliore per smaltire l'umidità interna è areare gli ambienti e ricambiare l'aria attraverso l'apertura delle finestre in ogni stagione, oppure tramite un impianto di ventilazione meccanica. Nonostante esistano due filoni di pensiero riguardo alla casa interpretata come sistema aperto, tipicamente mediterraneo, o come sistema chiuso ed energeticamente ottimizzato, tipicamente nordico, il tema della ventilazione è comunque importante perché permette la regolazione dei livelli di umidità interna e quindi il controllo della proliferazione delle muffe, e anche lo smaltimento degli altri inquinanti indoor.

La ventilazione tramite le finestre è considerato sicuramente il modo più economico, ma per ottenere veramente la riduzione della proliferazione delle muffe si deve rispettare una regola: aprire le finestre, per poco tempo, più volte nella giornata.
Può accadere infatti che seppure si aprano le finestre al mattino per areare non si riesca ad impedire la formazione delle muffe.
Da cosa può dipendere? Ecco un esempio: siamo in inverno, al mattino arieggiamo la casa mentre facciamo la colazione e ci prepariamo ad uscire. Diciamo che le finestre stanno aperte circa mezz'ora. In questo tempo è vero che l'aria viene ricambiata, ma è vero anche che le superfici si raffreddano e nel momento in cui la finestra viene richiusa il riscaldamento scalda prima l'aria e poi le superfici. Si verifica così una notevole differenza di temperatura tra le superfici e l'aria che quindi tende a condensare sui muri e le altre superfici. La condensa che si forma favorisce la proliferazione delle muffe. Ecco perché la regola migliore è arieggiare frequentemente durante la giornata per pochi minuti. In questo modo non si determina quel salto termico tra l'aria interna e le superfici e quindi non si verifica la condensa superficiale.

Come ottenere il ricambio d'aria costante quando non si è sempre a casa?

La soluzione idonea è proprio un impianto di ventilazione meccanica controllata che permette il costante smaltimento delle sostanze inquinanti e il controllo del livello di umidità interna.
Attenzione però che quando si parla di ventilazione meccanica non si intende solo quella a doppio flusso e magari con recuperatore di calore. Si può scegliere una ventilazione meccanica a flusso semplice caratterizzata da qualche bocchetta di estrazione e qualche griglia di immissione, per avere la garanzia del costante ricambio d'aria e controllo degli inquinanti interni e del livello di vapore acqueo (quindi delle muffe), senza compromettere le prestazioni termiche e senza generare correnti d'aria fastidiose.

E' bene dire però che la differenza di temperatura tra l'aria e le superfici si può verificare anche per cause costruttive, non solo per l'errata ventilazione. Il fenomeno di condensa infatti è frequente anche in quei punti freddi della costruzione - i ponti termici - che si manifestano in assenza di isolamento termico o in punti geometricamente più esposti di un edificio. Laddove si verifichino condense superficiali così determinate, oltre a ventilare correttamente, si deve prima di tutto intervenire sull'involucro dell'edificio per risolvere i punti critici.


Img credits: Opuscolo Ufficio Federale Svizzero della sanità pubblica

Riassumendo

Si può morire per la muffa? Non so. Chi ha dovuto correre all'ospedale con il proprio figlio in stato di shock a causa della muffa o di spore inalate direbbe di sì!  Di certo le spore inalate possono causare infiammazioni a livello polmonare, possono portare ad asma ed allergie (con sintomi simili al raffreddore e per questo spesso scambiati per tali). Può apparire scontato dire che la gravità dipende dall'estensione del problema e dalla frequenza di esposizione, ma è certo che in casi più delicati (soggetti sensibili, bambini, anziani, ammalati) la tossicità delle muffe può causare affezioni croniche importanti.
Per questo si deve prevenirne la proliferazione o eliminare i problemi di muffa in casa al primo manifestarsi, verificandone la causa e quindi intervenendo sull'isolamento dell'involucro, oppure sul controllo dell'umidità interna e sulla ventilazione.


Giulia Bertolucci architetto


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Ultimo suggerimento: per approfondimenti puoi leggere la guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità proprio sull'umidità e le muffe. 


 

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