giovedì 1 settembre 2016

RISCALDAMENTO A PAVIMENTO O TERMOSIFONI: LA SCELTA MIGLIORE PER LA RISTRUTTURAZIONE

Recentemente è capitato di sentire frasi del tipo “sto per affrontare la ristrutturazione dell'appartamento di famiglia in centro storico e voglio mettere il riscaldamento a pavimento perché l'idraulico me lo consiglia e un'amica lo ha fatto di recente e sta benone”. Non mi pronuncio sul fatto che ogni volta i clienti cercano di fare ciò che gli amici e parenti hanno già sperimentato, o che gli consiglia l'artigiano di turno, invece che seguire i consigli del proprio tecnico, come se ogni caso fosse uguale all'altro e se per l'amica va bene allora deve per forza andare bene anche per te.

La realtà è che ogni situazione è diversa dall'altra e anche le esigenze, per questo il tecnico giusto consiglia in modo attento i propri clienti a fronte dell'analisi dello stato di fatto e di ciò che si vuole ottenere.

Questa premessa l'ho usata per introdurre l'argomento di questo articolo e cioè: il riscaldamento radiante è poi così “giusto”?




Quando si intraprende una ristrutturazione spesso il primo pensiero va al rinnovo dell'impianto di riscaldamento e alla caldaia a condensazione, che in questo momento è anche uno degli interventi di riqualificazione energetica incentivati. In teoria e in linea generale è effettivamente un miglioramento rispetto ai tradizionali caloriferi, perché può permettere di risparmiare energia e quindi avere minori costi di gestione in bolletta, ma anche di raggiungere un maggiore comfort nell'abitazione. Ma nella realtà è proprio così? E soprattutto in caso di ristrutturazione?

Che differenza c'è tra riscaldamento con impianto a termosifoni e impianto radiante a pavimento?
Si tratta di due tipologie simili e al contempo diverse. Simili perché in entrambi si utilizza l'acqua come fluido vettore del calore, ma per il resto molto diversi perché hanno temperature di esercizio molto differenti e modalità di funzionamento distinte.

Il sistema con i termosifoni si basa sul principio della trasmissione del calore per convezione. Il calore viene concentrato tutto nei termosifoni che sono costituiti da elementi appositamente conformati per favorire lo scorrimento dell'aria al loro interno. In questo caso per ottenere la temperatura ambiente desiderata c'è bisogno che l'acqua all'interno dei termosifoni sia scaldata almeno a 70°C, in modo che poi questi cedano il calore all'aria e questa a sua volta, messa in movimento, lo distribuisca agli ambienti. Il segnale del fatto che il movimento dell'aria avviene, e con essa anche quello della polvere, sono i “baffi neri” che si formano sulle pareti intorno ai termosifoni.



I sistemi di riscaldamento radiante si basano invece sul principio di trasmissione del calore per irraggiamento. Nessun moto d'aria, bensì superfici di distribuzione del calore ampie e temperature di funzionamento basse. Gli impianti radianti possono essere integrati nel pavimento, nelle pareti o nei soffitti, riscaldano le superfici e da qui irraggiano il calore nell'ambiente; è vero che in parte riscaldano anche l'aria che si trova nelle stanze, ma la temperatura è talmente bassa che i moti convettivi sono veramente trascurabili. L'irraggiamento si percepisce chiaramente anche a 4-5 metri di distanza. Viene subito alla mente l'esempio del sole in alta montagna in una giornata tersa che ci permette di stare in maglietta anche con temperature di 0°C. Quando si realizza un impianto di riscaldamento radiante in casa si ottiene proprio lo stesso effetto, cioè benessere senza scaldare eccessivamente l'aria. Ad esempio è possibile portare gli ambienti solo a 17-18°C per ottenere il comfort pari a 22°-23°C.

Detto questo però rimane ancora la domanda: ma in caso di ristrutturazione il riscaldamento a pavimento, parete o soffitto può essere una buona scelta?

Mi sembra il momento di dirti che personalmente vivo in un ex edificio industriale ristrutturato e dotato di impianto radiante a parete e soffitto, per cui parlo per esperienza e non per sentito dire.

Dato che il riscaldamento radiante è caratterizzato da temperature di esercizio basse, affinché funzioni correttamente, sia realmente conveniente dal punto di vista dei consumi e non generi discomfort è necessario che sia l'edificio stesso a richiedere meno energia per il riscaldamento. Altrimenti l'impianto non permetterà di scaldare tutte le stanze correttamente e saremo costretti in generale ad aumentare la temperatura per ottenere il comfort ambiente desiderato, con conseguente perdita dei vantaggi di risparmio energetico e qualità dell'aria interna che questo tipo di sistema assicura.

C'è poi da tenere presente che la normativa (UNI EN 1264) prevede dei valori limite di temperatura delle superfici per gli impianti radianti: 29°C per pavimento e soffitto, fino a 40°C per le pareti.

Nelle case vecchie di oltre 15 anni non si poneva molta attenzione alle prestazioni generali dell'involucro a livello termico per cui è molto probabile che la tua casa o appartamento non sia isolato. Adesso forse è più chiaro che scegliere un impianto di riscaldamento radiante (che lavora a minore temperatura rispetto al tradizionale a termosifoni) deve andare a braccetto con il generale risanamento dell'involucro, altrimenti sarà come mettere tanta acqua in un contenitore forellato e continuare ad aggiungerne per farlo rimanere pieno.

Diciamo che la risposta secca alla domanda di partenza è che non ha senso installare un impianto di riscaldamento radiante senza prevedere un efficientamento dell'involucro (almeno pareti esterne e tetto, meglio ancora se ci aggiungi le finestre).

E qui l'obiezione potrebbe essere: ma allora la ristrutturazione diventa più impegnativa e mi costa troppo. Già! Diciamo che sulla spesa complessiva ci si può lavorare facendo scelte miratissime per ottenere il migliore risultato di comfort e risparmio energetico commisurato con la spesa totale, ma alla fine ci sono cose che non si possono non fare.



Facciamo anche un'altra ipotesi
Vuoi ristrutturare solo una parte della casa e stai pensando che sarebbe bello, visto che fai i lavori, rinnovare anche l'impianto di riscaldamento e mettere un radiante. Oppure vuoi fare un ampliamento e nella nuova parte vuoi mettere un riscaldamento radiante che però non sia autonomo rispetto a quello esistente. Queste due cose si possono fare?

Fermo restando quanto già detto prima, la risposta è Sì. E' possibile “mixare” due impianti di tipologia diversa, e ne può valere la pena perché comunque è un buon miglioramento in termini generali di riduzione consumi, ma si devono avere delle cautele. Abbiamo detto che l'impianto con i termosifoni funziona con acqua calda almeno a 70°C, mentre il radiante mediamente ha una temperatura di 40°C, quindi per riuscire a gestire questa differenza è necessario mettere un miscelatore.

Voglio aggiungere però che, mentre nel caso precedente può valere la pena integrare gli impianti, non ha assolutamente senso chiedere di inserire un termoarredo/scalda salviette (che funziona con acqua a 70°C) in un bagno, laddove l'impianto di riscaldamento sia tutto radiante, magari dotato di caldaia a condensazione, perché per un solo elemento, la cui funzione peraltro può essere ottenuta in altro modo, si perde in rendimento totale dell'impianto che non da il meglio di sé in termini di efficienza e risparmio sui costi di gestione dovendo scaldare l'acqua per il termoarredo del bagno e poi “raffreddarla” per il resto dell'impianto.

Tutto quello che ho detto ha preso in considerazione solo l'aspetto dell'efficienza energetica, ma il riscaldamento radiante a pavimento, parete o soffitto ha anche altre caratteristiche che lo rendono preferibile all'impianto tradizionale a termosifoni per quello che riguarda la qualità dell'aria e quindi dal punto di vista del comfort interno e della salubrità, anche per chi soffre di asma e allergie.


Rodolfo Collodi architetto


11 commenti :

  1. Devo dire che sono contento di aver adottato il riscaldamento a pellet in casa, mediamente spendo quasi la metà rispetto i termosifoni.

    RispondiElimina
  2. Grazie Fabrizio per il Commento,
    Dal punto di vista economico certamente il pellet è una scelta vantaggiosa, specialmente se non esistono altri combustibili.
    Dal punto di vista delle emissini invece la Regione Toscana probabilmente li proibirà, visto che stufa a Pellett emette 140 volte piu polveri sottili di una caldaia a metano.

    RispondiElimina
  3. Salve, sto acquistando un appartamento di 90 mq 6 e ultimo piano di un palazzo di fine 800 primi 900 a roma con terrazza piana e privo dei radiatori, ma solo split e inverter. Devo ristrutturarlo completamente e pensavo a quale sistema di riscaldamento/raffrescamento e acqua usare. Pensavo ai pannelli radianti e pompa di calore (e piastre induzione in cucina) così da tagliare completamente il gas ma ho paura, leggendo il suo articolo, che in un edificio del genere (e per un ultimo piano) non basti. E poi non so le dimensioni di una pompa di calore e quindi dove sistemarla nel caso. Grazie per l'aiuto

    RispondiElimina
  4. Salve, La ringrazio per la richiesta.
    Premettendo che con le indicazioni che mi ha fornito è come fare una diagnosi medica da una foto, cerco di darle alcuni suggerimenti in base agli elementi che entrano in campo:
    1) Le caratteristiche termiche dell’edificio sono fondamentali, ma a spanne l’appartamento che descrive (Roma, ultimo piano, edificio fine 800, portefinestre ecc) potrebbe avere un fabbisogno di circa 37 W/mc (ci vorrebbe una analisi energetica specifica ) e ipotizzando altezza soffitto 2,8 si ottiene un fabbisogno per mq di circa 103 W/mq
    2)Impianto
    a) Sistema di emissione con riscaldamento radiante a pavimento: poichè ha dei limiti di normativa per la temperatura superficiale, non riesce a superare il rendimento di 100 W/mq
    b) Sistema di generazione, pompa di calore (media standard): si considera acqua di mandata a 35 C°, ma per ottenere un rendimento di 100W/mq (con passo 20cm) dovrei avere una mandata a circa 45 C° .
    Considerazioni finali:
    1) se il suo appartamento ha, nella realtà, un fabbisogno maggiore (rispetto a quello che ho ipotizzato) può risultare non confortevole per vari mesi all’anno
    2) potrebbe spendere molto in riscaldamento, perché già con l’ipotesi che ho fatto la pompa di calore perde molta efficienza all’aumento della temperatura di mandata.
    Suggerimenti:
    Prima di scegliere le consiglio un’analisi energetica specifica in modo da non sprecare soldi e tempo. Nel caso sono a disposizione per aiutarla.
    Saluti
    Rodolfo Collodi architetto

    RispondiElimina
  5. Buongiorno ho acquistato una casa costruita negli anni 80, zona Torino, è formata da un garage seminterrato non riscaldato, il piano abitativo di 150 mq e la mansarda non riscaldata,l 'altezza del piano abitativo è di 3m, le pareti esterne hanno nell' intercapedine 10cm di polistirolo e finestre sono dotate di doppio vetro.
    Attualmente ho dei termosifoni in ghisa e nei periodi più freddi faccio fatica a raggiungere una temperatura confortevole, un termotecnico che ha visto la casa mi ha assicurato che se metto il riscaldamento a pavimento e isolo il solaio avrò un ottimo confort ma non mi assicura un risparmio, siccome il termotecnico ha interesse a progettare l' intero impianto non so bene fino a che punto posso fidarmi di ciò che mi dice.
    Secondo lei in una casa come la mia non corro il rischio di spendere moltissimi soldi per realizzare l' impianto radiante più tutto quello che ne consegue tra impianto elettrico, sanitario ecc ecc. e non avere ne un confort migliore e tanto meno un risparmio.
    Grazie mille per l' aiuto.

    RispondiElimina
  6. Salve La ringrazio per la richiesta. Premettendo che è come fare una diagnosi medica per telefono, perché le informazioni sono poche, è possibile però fare alcune considerazioni. In base a quello che lei mi dice faccio delle ipotesi sullo stato attuale che esplicito di seguito:
    - Torino zona climatica E 2617 gradi giorno
    - combustibile metano
    - solaio che divide dal garage in laterocemento non isolato 1,3 W/m2K per un totale di 75 mq
    Considerando di isolare il solaio e di raggiungere i limiti delle detrazioni fiscali del 65% (prestazione 0,30 W/m2K) lei otterrebbe certamente un miglioramento del benessere interno e anche un risparmio annuo di circa 430 euro. Se isolasse anche la soffitta il risparmio potrebbe essere più di 900 annui. In aggiunta sostituendo i termosifoni con un riscaldamento a pavimento radiante potrebbe risparmiare ancora qualche punto percentuale.
    Quindi i vantaggi sarebbero: miglioramento del comfort, risparmio in bolletta, possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali sui lavori.
    In base ai preventivi di spesa potrà valutare la convenienza o meno di tutti gli interventi da fare. Ribadisco che il conteggio che ho fatto si basa su dati di mia ipotesi, quindi la realtà potrebbe essere molto diversa.
    Suggerimenti:
    Prima di scegliere le consiglio un’analisi energetica specifica in modo da non sprecare soldi e tempo. Nel caso sono a disposizione per aiutarla.
    Saluti
    Rodolfo Collodi architetto

    RispondiElimina
  7. Grazie inanzitutto per la disponibilità, un analisi energetica la farò sicuramente fare, volevo precisare che il garage seminterrato ha una superfice di 190mq quindi il piano abitativo disperde verso il garage su una superfice di 150mq.
    Mi perdoni ma non ho capito cosa intende per soffitta?immagino il piano tra garage e piano abitativo;mi sembra di capire comunque che in una abitazione tipo la mia (ape corrisponde a classe D)è consigliato l' impianto radiante anche perchè stendendo dei pannelli da 3cm di polistirolo andrei anche ad eliminare parzialmente le dispersioni verso il garage giusto?
    Grazie ancora
    Saluti

    RispondiElimina
  8. Buonasera ho acquistato una mansarda di circa 110 mq netti.. il punto più basso è su tutto il lato nord ed è di 1,80 ed il punto più alto arriverà fino a circa 3,85 verso lato sud (soleggiato sempre). La classe energetica dovrebbe essere la A.fara cappotto esterno e tetto ventilato oltre all'interno faremo abbassamento del tetto in cartongesso. Il costruttore vuole installare riscaldamento a pavimento ma siccome mi piace il parquet e poi non tanto mi convince .. io vorrei mettere quelli tradizionali.. con camino ad aria.. lei cosa mi consiglia in merito alla planimetria della casa e per il massimo confort?

    RispondiElimina
  9. Salve La ringrazio per la richiesta. Dalla descrizione della sua mansarda posso riassumere due punti essenziali, 1) classe energetica elevata e 2) soffitti alti. In base a questi due elementi posso certamente affermare che il pavimento radiante è il sistema più adatto.
    Saluti
    Rodolfo Collodi architetto

    RispondiElimina
  10. Salve, stiamo valutando l'acquisto di un appartamento a milano in uno stabile anni '70.
    Siamo un po' frenati per la presenza di riscaldamento a pavimento.
    Abbiamo letto che in realtà dal punto di vista ecologico potrebbe non essere una cattiva scelta, ma ci chiedevamo, questo vale anche per i vecchi impianti?
    La seconda paura riguarda il dover tenere le finestre aperte d'inverno per l'eccessivo calore. Abbiamo letto di termovalvole installabili, si possono applicare anche se l'impianto è già costruito?
    Ultima domanda, con un impianto a pavimento vi sono differenze fisse tra piani bassi e piani alti?
    Grazie in anticipo!

    RispondiElimina
  11. Salve Palaska La ringrazio per la richiesta. Riguardo alle sue domande le posso dire che : 1) anche i vecchi impianti radianti a pavimento sono una buona soluzione impiantistica, ma deve essere verificato attraverso il certificato energetico (APE) se l’impianto non debba lavorare ad alte temperature per riuscire a coprire il fabbisogno. 2) in genere è possibile inserire delle termovalvole e termostati anche in un impianto esistente, ma sarebbe meglio che verificasse la reale possibilità con un idraulico. 3) la differenza tra piani alti e bassi è legata essenzialmente alle dispersioni dell’appartamento, quindi generalmente un ultimo piano avrà un fabbisogno maggiore. Saluti
    Rodolfo Collodi architetto

    RispondiElimina